“Ci vediamo domani”, brillante commedia con Brignano, offre spunti riflessivi su vita e morte

Ci vediamo domani 3

Ci vediamo domani è il titolo del film diretto da Andrea Zaccariello e uscito nelle sale cinematografiche nell’aprile del 2013. Vede come protagonista principale un sempre brillante Enrico Brignano nei panni di Marcello Santilli (o Santillo), quarantenne in cerca di una svolta in campo lavorativo, separato dalla moglie Flavia (Francesca Inaudi) e padre, tanto distratto quanto poco presente, di una bambina che non nutre la minima stima in lui.

Nel tentativo di realizzare il sogno di aprire un ristorante e sistemarsi economicamente compie degli errori e finisce per indebitarsi.

Ridotto sul lastrico e con un cinico direttore di banca (Ricky Tognazzi) che gli alita sul collo, si trova in un bar intento a “grattare” la sua ultima possibilità riponendo fede in una botta di fortuna.

Non trova la svolta con una miracolosa vincita, ma gli arriva l’illuminazione sentendo un giovane ad un tavolino vicino esprimere la frase “In tempo di crisi la gente fa solo due cose: mangia e muore“.
Da lì, matura l’idea di aprire un’agenzia funebre e trova -a sua piena convinzione- la sede ideale per far fruttare tale attività nel paesino pugliese di Pietrafrisca, che vanta la popolazione più anziana d’Italia.

Purtroppo per lui, lì nessuno muore.

Vai a sapere se è per via del microclima, del buon cibo o dello scandire lento e tranquillo della vita, sta di fatto che gli arzilli vecchietti non ne vogliono sapere di dipartire e lui, che ipotizzava di fare un mucchio di soldi in un paese pieno di persone prossime alla morte, si trova ancor più disperato, tanto da avere un crollo psico-fisico.

Ci vediamo domani 1

L’esperienza a contatto  con gli abitanti del paesello e in particolar modo l’amicizia che nasce con l’anziano Palagonia (Burt Young, noto al mondo per l’interpretazione di Paulie Pennino nei film Rocky), portano Santilli a vedere la vita (e la morte) da una prospettiva differente e apprezzare quelle cose che nella frenesia della moderna società -materialista e illusoria- andava perdendosi.

Secondo Antonio (Luca Avagliano), lo strampalato agente della Polizia Mortuaria pugliese, dire “Ci vediamo domani” è il segreto per conquistarsi ogni giorno l’immortalità, e lo spiega con un concetto per certi versi contorto e assurdo e per altri inoppugnabile.

Ci vediamo domani a me è piaciuto molto.

Devo ammettere che, amando Brignano e apprezzando il suo stile comico, mi aspettavo qualcosa di diverso. Non che il film non diverta, anzi, sono diverse le scene che strappano il sorriso, ma più che divertente l’ho trovato gustoso, riflessivo, intelligente ed elegante. Alcune scene, lo confesso, mi hanno fatta anche commuovere (e da Brignano non me l’aspettavo!!).

E un film che inizia lento e quasi mette timore di annoiare, ma dopo circa una quindicina di minuti la storia decolla e allora ci troviamo incollati alla poltrona desiderosi di capire quale sarà l’epilogo che, personalmente, non ho trovato troppo scontato ma forse un po’ troppo ……. non ve lo dico!

La location scelta per allestire il paesino di Pietrafrisca è la caratteristica e suggestiva Masseria Lupoli della famiglia Perrone, situata in Puglia sul versante orientale dell’agro di Crispiano, incastonata nella macchia mediterranea e alle cui spalle si erge la collina delle Murge. Una scelta a mio avviso più che azzeccata che ha reso la storia reale e credibile.

Il regista Zaccariello, che ne firma anche la sceneggiatura in collaborazione con Paolo Rossi, non delude anche se, considerando i lavori a cui ci ha abituati, non strabilia. C’è da dire, però, che è al suo primo vero lavoro di lungometraggio e che, comunque, è riuscito a piantare il seme che mi porta ad avere aspettative maggiori per prossimi futuri eventuali suoi film.

Ci vediamo domani è un film che ho voluto rivedere e che quando mi capita rivedo ancora volentieri.

Consigliato. A voi il trailer. Ciao!

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2 commenti

  1. Anch’io ho recensito un film che offre molti spunti di riflessione: https://wwayne.wordpress.com/2015/01/30/inseguire-i-propri-sogni/. Che ne pensi?

    Piace a 1 persona

  2. Quando un paese ha l’età media dagli 80 in su, non è una buona idea aprire un’agenzia funebre, significa che la mortalità è molto bassa e si vive molto a lungo….lo so perchè nel paesino dove abito io, gli under 60 saremo una ventina in tutto *_*

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